Omologazione”Una certificazione per il mercato globale!”

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La prossima volta che sali in macchina, prenditi un momento e guarda la cintura di sicurezza: ci troverai una E maiuscola scritta sopra. Mentre la maggior parte delle persone non ne è al corrente, quella lettera ti dice che la Commissione economica per l’Europa delle Nazioni Unite (UNECE) ti ha reso la vita più sicura.

Ciò che quella E significa è che la tua cintura di sicurezza, come qualsiasi altra cintura di qualsiasi altra automobile venduta in Europa, rispetta gli elevati standard di sicurezza stabiliti dall’UNECE attraverso un accordo internazionale. Troverai delle E non solo sulle cinture, ma anche sul parabrezza, sulle gomme, così come in punti della tua auto nemmeno visibili. Ma queste E non compaiono soltanto sulle autovetture, le troverai anche sul seggiolino di tuo figlio e sul chiavistello che lo collega all’auto, come anche sul casco della tua moto.

La E significa quindi che questo componente dell’auto o il casco piuttosto che il seggiolino per bambini è stato certificato per soddisfare i regolamenti dell’Accordo del 1958 negoziato dall’UNECE. Anno in cui fu firmato l’accordo per la prima volta, e da allora è stato costantemente modificato e aggiornato per tenere conto di nuove tecnologie e scoperte innovative. Infatti, nel 2012 è stato aggiunto un regolamento per garantire che i sistemi di ritenuta per bambini offrissero una protezione migliore nel caso in cui un’auto venga colpita di lato.

L’accordo del 1958 crea un quadro giuridico che garantisce che i Paesi che vi hanno aderito seguano Regolamenti tecnici e raccomandazioni per i componenti e le attrezzature dei veicoli comuni a tutti. Vale a dire che non è possibile utilizzare una vite di stagno a buon mercato se l’accordo ne richiede una in acciaio. Attualmente, ci sono 58 parti contraenti dell’accordo, tra cui l’Unione Europea, la Federazione russa, il Sudafrica, il Giappone e l’Australia, per citarne solo alcune. L’accordo del 1958 stabilisce che tutte le automobili e le attrezzature di sicurezza vendute nei Paesi aderenti debbano soddisfare uno standard di qualità e sicurezza universalmente riconosciuto.

Tuttavia, questa E maiuscola fa ben più che dirti che la tua cintura di sicurezza o il tuo casco sono sicuri, essa rende anche le auto più economiche consentendo scambi commerciali più rapidi. Affinché un’azienda possa inserire tale E sul proprio prodotto o componente, deve prima sottoporsi ad un processo di omologazione per dimostrare di soddisfare i Regolamenti dell’accordo.

Quindi, se un’azienda progetta e realizza un prototipo, come ad esempio delle clip metalliche per una cintura di sicurezza, deve dimostrare di soddisfare i requisiti di prestazione richiesti dai Regolamenti del 1958. Una volta fatto ciò, il produttore può ottenere il certificato di omologazione e rispecchiarsi nello slogan  “certificato una volta, venduto ovunque”. L’azienda può quindi imprimere la E sui propri componenti e un produttore di automobili di un qualsiasi Paese può acquistarlo con la sicurezza che esso soddisfi i Regolamenti stabili dall’UNECE. Le aziende possono così effettuare scambi commerciali tra diversi Paesi senza dover adempiere a costose procedure di riconversione che andrebbero infine a pesare sul consumatore finale.

L’accordo del 1958 fornisce alcune delle norme di sicurezza più severe al mondo, ed è solo una delle 58 convenzioni relative ai trasporti che l’UNECE sovrintende.

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